Agevolazioni all’acquisto

CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI FISCALI

L’acquisto di un servoscala o di una piattaforma elevatrice “Vimec” determina per il cliente la possibilità di accedere ad un serie di rimborsi e di detrazioni fiscali, come specificato di seguito:

1.    Detrazione del 50% della spesa complessiva dall’IRPEF per interventi che riguardano l’abbattimento di barriere architettoniche;

2.   Possibilità  di  accedere ai contributi a fondo perduto concessi  mediante la Legge  13/1989 per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati;

3.    Detrazione Irpef del 19%, nel caso in cui gli impianti Vimec costituiscano spese sanitarie per portatori di handicap;

4.    Tutti i prodotti Vimec godono di Iva agevolata al 4%

NB: le normative vigenti sono soggette a continue modifiche e aggiornamenti, suggeriamo pertanto di rivolgersi ad un Caf o Commercialista di fiducia in ogni caso.



IL CONTRIBUTO PREVISTO DALLA LEGGE 13/89

Con la legge 9 gennaio 1989 n.13 contenente le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, sono state emanate norme per  facilitare la vita di relazione degli invalidi portatori di handicap, attraverso:
–     la previsione di prescrizioni tecniche alle quali conformare i progetti relativi agli edifici privati di nuova costruzione o a quelli già esistenti da ristrutturare;
–    la concessione di contributi a fondo perduto per gli interventi diretti a favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche in tutti gli edifici privati.



CHI HA DIRITTO AL CONTRIBUTO?

La legge 9.1.1989, n. 13 – così come modificata e integrata dalla L. 27.2.1989, n. 62, – reca disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, ed interviene, quindi, nel tessuto normativo preposto ad assicurare l’utilizzazione degli spazi edificati, e a quelli ad essi accessori, a una sempre più allargata fascia di individui, con particolare riguardo a chi, permanentemente o temporaneamente, soffre di una ridotta o impedita capacità motoria. Qualora il richiedente sia portatore di handicap riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione dalla competente ASL, ha diritto di precedenza nell’assegnazione dei contributi. Qualora voglia avvalersi di questo diritto deve allegare anche la relativa certificazione della U.S.L. (anche in fotocopia autenticata).



SU QUALI OPERE O EDIFICI PUO’ ESSERE RICHIESTO IL CONTRIBUTO?

Occorre innanzitutto precisare che le domande di contributo sono ammesse solo per interventi finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche e sono concedibili per interventi su immobili privati già esistenti ove risiedono disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti e su immobili adibiti a centri o istituti residenziali per l’assistenza ai disabili. I comuni possono accertare che le domande non si riferiscano ad opere già esistenti o in corso di esecuzione.
Se non è possibile, materialmente o giuridicamente, realizzare opere di modifica dell’immobile, i contributi possono essere concessi anche per l’acquisto di attrezzature che, per le loro caratteristiche risultino strettamente idonee al raggiungimento degli stessi fini che si sarebbero ottenuti se l’opera fosse stata realizzabile; l’esempio classico è quello del servoscala o della carrozzina montascale.
Il contributo può essere concesso per opere da realizzare su:

  • parti comuni di un edificio (es. ingresso di un condominio);
  • immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile (es. all’interno di un appartamento);

Il contributo può essere erogato per:

  • una singola opera (es. realizzazione di una rampa);
  • un insieme di opere connesse funzionalmente, ovvero una serie di interventi volti a rimuovere più barriere che generano ostacoli alla stessa funzione (ad esempio: portone di ingresso troppo stretto e scale, che impediscono l’accesso a soggetto non deambulante).

Se di un unico intervento possono fruire più disabili, viene concesso un solo contributo. Ugualmente, quando si devono eliminare varie barriere nello stesso immobile e che ostacolano la stessa funzione, bisogna formulare un’unica domanda: il contributo sarà uno solo.
Se la varie barriere ostacolano invece diverse funzioni (ad esempio: assenza di ascensore e servizio igienico non fruibile), il disabile può ottenere vari contributi per ogni opera necessaria, presentando una diversa domanda per ognuno degli interventi.
Se l’immobile è soggetto ai vincoli storico-artistici o ambientali, l’interessato deve richiedere l’autorizzazione all’intervento alle autorità competenti. Inoltre, qualora l’immobile rientri nella categoria delle costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche, il richiedente deve provvedere ad adempiere all’obbligo del preavviso e dell’invio del progetto alle competenti autorità.



COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda deve essere presentata al sindaco del Comune n cui è sito l’immobile, in carta da bollo entro il 1 marzo di ogni anno, dal disabile (o da chi ne esercita la tutela o la potestà) per l’immobile nel quale egli ha la residenza abituale e per opere volte a rimuove gli ostacoli alla sua mobilità.

Nel caso di pluralità di disabili potenzialmente fruitori del medesimo intervento la domanda può essere formulata da uno o più di essi; per ogni opera sarà comunque concesso un solo contributo.
Non possono invece presentare la domanda altri soggetti, neanche quelli (ad esempio il proprietario dell’immobile o l’amministratore del condominio) che, affrontando la spesa, possono essere titolari del diritto ai contributi: se l’opera viene compiuta a spese di soggetti diversi dal disabile la domanda deve essere da questi sottoscritta per conferma del contenuto e per adesione. Ciò significa che quando un contributo viene richiesto da un condominio sarà il disabile a presentare la domanda, anche se il beneficiario del contributo sarà poi chi ha sostenuto effettivamente la spesa. Nella domanda, infatti, deve essere indicato il soggetto avente diritto al contributo, che deve identificarsi in chi ha effettivamente sostenuto le spese per la realizzazione dell’opera.
Questi può pertanto coincidere con il disabile che ha presentato la domanda qualora sia lui a sostenere la spesa, oppure può essere il familiare cui il disabile è fiscalmente a carico. Nel caso in cui le spese siano eseguite dal condominio nella domanda deve indicarsi il nominativo dell’amministratore.
In sintesi: a presentare la domanda è sempre il disabile (o il curatore o il tutore), il beneficiario del contributo, invece, può essere anche un’altra persona che abbia effettivamente sostenuto la spesa.

Cosa deve essere allegato alla domanda

L’istanza deve contenere la descrizione anche sommaria delle opere e della spesa prevista. Non è necessario un preventivo analitico né la provenienza dello stesso da parte di un tecnico o esperto, anche se per opere di una certa entità è consigliabile ricorre ad un progettista.
Alla domanda devono essere allegati:

  • Una descrizione sommaria delle opere e della spesa prevista;
  • Il certificato medico, in carta semplice, che può essere redatto e sottoscritto da qualsiasi medico, e deve attestare l’handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipende e quali obiettive difficoltà alla mobilità ne discendano, con specificazione, ove occorre, che l’handicap consiste in una menomazione o limitazione funzionale permanente.
  • Autocertificazione ove viene indicata l’ubicazione dell’immobile, che deve risultare effettiva, stabile e abituale dimora del portatore di handicap (via, numero civico ed eventuale interno).

Qualora il disabile sia riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione dalla competente ASL, ove voglia avvalersi della precedenza prevista nell’assegnazione dei contributi, deve allegare anche la relativa certificazione della ASL; si ritiene che possano essere accettati anche certificazioni di invalidità rilasciate da altre commissioni pubbliche (es. invalidità di guerra, servizio, lavoro ecc.).
L’interessato deve inoltre dichiarare che gli interventi per cui si richiede il contributo non sono già stati realizzati o nè sono in corso di esecuzione. Deve altresì precisare se per le medesime opere gli siano stati concessi altri contributi.
Di norma, per accedere ai contributi l disabile deve avere effettiva, stabile ed abituale dimora nell’immobile su cui si intende intervenire. Non si ha diritto ai contributi se l’immobile è dimora solo saltuaria o stagionale o precaria; si perde inoltre diritto al contributo se dopo aver presentato l’istanza o dopo aver effettuato i lavori si cambia dimora.
Tuttavia la domanda può essere presentata anche per interventi da realizzare in immobili e/o singole unità immobiliari, nei quali la persona con disabilità intende porre la propria abitazione o dimora in un momento successivo alla presentazione della domanda. In tal caso l’erogazione del contributo è vincolata alla verifica da parte del Comune del verificarsi di tale condizione.
Dopo aver presentato la domanda gli interessati possono realizzare le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo e, quindi, correndo il rischio della eventuale mancata concessione di contributo.



A QUANTO AMMONTA?

L’entità del contributo viene determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate. Se le spese sono inferiori al preventivo presentato, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo. Se le spese sono superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo presentato.
La Legge 13/1989 è stata finanziata in modo discontinuo e questo ha comportato che i relativi contributi non siano stati erogati secondo le entità a suo tempo previste dalla stessa Legge e dalla Circolare 1669/1989 che di seguito ricordiamo:

  • Spesa fino a € 2.582,28: contributo fino a copertura della spesa
  • Spesa da € 2.582,28 a € 12.911,42: contributo base + 25% dell’eccedenza della spesa effettiva rispetto alla spesa base
  • Spesa da € 12.911,42 fino a € 51.645,69 : contributi precedenti + 5% dell’eccedenza della spesa effettiva rispetto a € 12.911,42

L’erogazione del contributo avviene dopo l’esecuzione dell’opera ed in base alle fatture debitamente quietanzate: il richiedente ha pertanto l’onere di comunicare al sindaco la conclusione del lavori con trasmissione della fattura.
Le domande non soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi restano comunque valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità: esse tuttavia perdono efficacia qualora vengano meno i presupposti del diritto al contributo (ad esempio: trasferimento dell’istante in altra dimora).



IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Gli interessati debbono presentare domanda al Sindaco del Comune in cui è sito l’immobile (dimora abituale) con l’indicazione delle opere da realizzare e della spesa prevista, entro il 1° di marzo di ogni anno.

1 – L’interessato presenta la domanda entro il 1° marzo di ciascun anno.
2 – L’amministrazione comunale effettua un immediato accertamento sull’ammissibilità della domanda, subordinata alla presenza di tutte le indicazioni e documentazioni, alla sussistenza di tutti i requisiti necessari alla  concessione del contributo, all’inesistenza dell’opera, al mancato inizio dei lavori ed alla verifica della congruità della spesa prevista rispetto alle opere da realizzare.
3 – Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, il sindaco, sulla base delle domande ritenute ammissibili, stabilisce il fabbisogno del comune e forma l’elenco che deve essere reso pubblico mediante affissione presso le casa comunale.
4 – Il sindaco comunica alla regione il fabbisogno, unitamente ad un elenco delle domande ammesse ed a copia delle stesse
5 – La regione determina il fabbisogno complessivo e trasmette al Ministro dei lavori pubblici la richiesta di partecipazione alla ripartizione del Fondo per la eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.
6 – Il Fondo viene annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto interministeriale in proporzione al fabbisogno indicato dalle regioni.
7 – Le regioni ripartiscono le somme assegnate ai comuni richiedenti, privilegiando il fabbisogno dei comuni ove sono state presentate domande con diritto di precedenza.
8 – I sindaci, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilità assegnano, dandone tempestiva comunicazione al richiedente, i contributi agli interessati. Nell’ipotesi in cui le somme attribuite al comune non siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno, primo criterio da applicare è quello della assoluta precedenza per le domande presentate da portatori di handicap riconosciuti invalidi totali con difficoltà di deambulazione dalle competenti unità sanitarie locali; criterio subordinato è quello dell’ordine cronologico di presentazione delle domande.
9 – Il contributo così computato deve essere erogato entro quindici giorni dalla presentazione delle fatture.

Normativa di riferimento
Legge 9 gennaio 1989, n. 13
“Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.”
(Pubblicata nella G. U. 26 gennaio 1989, n. 21)
Circolare Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici – 22 giugno 1989, n. 1669/U.L.
“Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13.”



LA DETRAZIONE IRPEF DEL 50%

Le agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto Sviluppo per la ristrutturazione della casa e per l’abbattimento di barriere architettoniche (scale, gradini, marciapiedi, e dislivelli in genere) hanno introdotto sia l’aumento della detrazione ai fini Irpef dal 36% al 50% della spesa sostenuta che l’incremento del tetto di spesa, che passa da 48.000 a 96.000 euro. Grazie a queste misure è possibile risparmiare fino a metà della spesa.

Questa agevolazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 , e farà fede la data del bonifico di pagamento dell’impianto. La detrazione al 50% è disponibile sia per chi risiede in un immobile di proprietà oppure anche in affitto.

Soggetti che possono usufruire della detrazione

Possono usufruire della detrazione tutti i soggetti passivi IRPEF (persone fisiche), che possiedono o detengono l’immobile interessato dagli interventi e che hanno sostenuto le relative spese qualora siano rimaste a loro carico. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese: proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (uso, usufrutto, abitazione o superficie), locatori o comodatari, soci di cooperative. Hanno diritto alla detrazione anche i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostengano le spese e siano a loro intestati bonifici e fatture.

Ai fini della detrazione è necessario che nell’immobile oggetto dell’intervento si esplichi la convivenza e non è necessario che l’immobile sia considerato abitazione principale per il proprietario/detentore o per il familiare convivente. Le spese per l’acquisto di un montascale/piattaforma elevatrice sono detraibili anche se l’onere è stato sostenuto dal dichiarante nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.

Utilizzo della detrazione

La detrazione spettante non può essere utilizzata per intero nell’anno in cui sono state sostenute le spese, ma va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Adempimenti richiesti per fruire della detrazione

Per usufruire della detrazione fiscale è necessario presentare:

  • Dichiarazione dei Redditi con mod. 730 (vale per tutti i lavoratori dipendenti e per tutte le categorie di pensionati, anche in presenza di altri redditi da altre fonti). Qualora il dichiarante, a seguito della detrazione d’imposta, risulti a credito, potrà ottenere l’immediato rimborso del credito con la liquidazione della pensione o con lo stipendio del mese successivo alla presentazione della Dichiarazione dei Redditi;
  • Dichiarazione dei Redditi con mod. UNICO PF:

Modalità di pagamento

Per poter fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate esclusivamente mediante bonifico bancario o postale “tracciabile” dal quale risulti:

  • la causale di versamento “Montaggio di un montascale/piattaforma elevatrice al fine dell’abbattimento delle barriere architettoniche”;
  • il codice fiscale del beneficiario o dei beneficiari della detrazione (intestatari delle fatture);
  • il numero di partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato:
  • il nr. di fattura Vimec
Sui bonifici eseguiti dal 6 luglio 2011 le banche e poste hanno l’obbligo di operare la ritenuta d’acconto del 4%. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del Condominio è necessario indicare quello dell’Amministratore o di altro Condominio che effettua il pagamento. La documentazione relativa all’effettuazione e al pagamento dei lavori va debitamente conservata.

NB: La detrazione non è fruibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.



LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19%

Le spese sostenute dai contribuenti privati per l’acquisto di impianti servoscala rientrano tra gli oneri che danno diritto alla detrazione di imposta IRPEF del 19% e sono da classificare tra le SPESE SANITARIE PER PORTATORI DI HANDICAP (nel modello 730 – rigo da compilare E3).

I soggetti beneficiari

I beneficiari sono in primo luogo i portatori di handicap che hanno ottenuto il riconoscimento della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 104 del 1992, ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc. I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 della Legge n. 104/92 possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge (vedi istruzioni al rigo E3 nel mod. 730). Tale autocertificazione dovrà attestare che l’invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti e dovrà far riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all’accertamento di invalidità, considerato che non compete al singolo la definizione del tipo di invalidità medesima (vedi Appendice delle istruzioni al mod. 730).

Intestazione della fattura

Se il soggetto portatore di handicap è titolare di redditi di importo > € 2.840,51 (Lit. 5.500.000) la fattura deve essere intestata a lui. Se invece il soggetto portatore di handicap è fiscalmente a carico di un familiare l’intestazione può essere fatta indifferentemente al soggetto stesso o al familiare che lo ha fiscalmente a carico. In tal caso beneficiario della detrazione IRPEF è il contribuente che ha effettivamente sostenuto la spesa nell’interesse della persona fiscalmente a suo carico.

La definizione di familiare fiscalmente a carico è la seguente: sono familiari a carico quelli che hanno un reddito personale complessivo tassabile lordo non superiore a € 2.840,51.
Si tratta di:

  • coniuge, figli ed in loro mancanza i discendenti più prossimi
  • genitori e in loro mancanza gli ascendenti più prossimi
  • fratelli e sorelle
  • suoceri, nuore e generi
  • adottanti.

Il coniuge e i figli possono essere fiscalmente a carico (se è rispettato il limite di reddito) anche se non conviventi o residenti all’estero.
Gli altri familiari si considerano fiscalmente a carico non solo se rispettano il limite di reddito, ma anche se convivono con il contribuente ovvero se percepiscono dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
In secondo luogo beneficiari della detrazione del 19%  sono anche i soggetti affetti da gravi patologie (ad esempio soggetto A, che può essere disabile e non disabile) quali cardiopatie, allergie o trapianti, che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (patologie esenti da ticket). In tali casi la spesa per l’acquisto dell’ausilio può essere sostenuta e detratta da un altro familiare contribuente (ad esempio soggetto B) (rigo da compilare = rigo E2), anche se il primo soggetto non è fiscalmente a carico del secondo, qualora la detrazione non trovi sufficiente capienza nella dichiarazione dei redditi del soggetto con grave patologia. Il limite totale di spesa annua è € 6.197,48, comprensivo della parte che viene detratta dal soggetto A nella propria dichiarazione dei rediti e della parte che viene detratta nella dichiarazione dei redditi del soggetto B (art. 15, comma 2, DPR 917/86). La fattura di vendita dell’ausilio deve essere intestata al contribuente che ha effettuato il pagamento e deve contenere l’indicazione del soggetto affetto dalla grave patologia. Se è intestata a quest’ultimo, deve contenere l’annotazione di quale parte della spesa è stata sostenuta dal familiare. La patologia grave del soggetto A deve essere documentata da una certificazione rilasciata dalla ASL.



CUMULABILITA’ DELLE 2 DETRAZIONI IRPEF

NB: il contenuto della presente pubblicazione è basato sulle norme legislative relative al trattamento fiscale delle detrazioni d’imposta. Nel caso intervengano modifiche alla normativa vigente, si consiglia di accertarsi e verificare che non siano occorse variazioni nel trattamento fiscale. Suggeriamo comunque, al fine di verificare l’applicabilità di tali norme alle specifiche condizioni di ogni contribuente, di rivolgersi ad un consulente fiscale.